Sembriamo colti di sorpresa dai bulli, da arroganza e violenza come stile di vita. Era accaduto per gli omicidi di donne, liquidati uno per uno come “delitto passionale” e poi con sgomento scoperti terribile piaga .
Quando una realtà sorprende ovattiamo l’orrore inventando misure che placano la coscienza (“stiamo reagendo”) ma non entrano nelle radici. Per gli stalker è nata la diffida ad avvicinarsi, che non turba chi ha messo in conto l’ergastolo e spesso dopo aver ammazzato si costituisce o si spara. Adesso contrastiamo il bullismo proponendo bocciature immediate e l’espulsione da tutti gli istituti: tuteleremo l’immagine della

Pochi giorni fa, alla presentazione del raffinato trimestrale Astigiani, c’era Nina Manfieri, compagna di giochi di Fabrizio De André quando lui e la sua famiglia erano sfollati a Revignano d’Asti e quando, dopo la guerra, tornavano per le vacanze estive. Davanti al pubblico ha anticipato alcuni dei ricordi che ha affidato a un articolo della rivista sulle radici di Fabrizio. E l’eleganza delle sue parole è stata una ventata, un volo, di bella memoria, quella la cui profondità e insieme lievità si va perdendo nei tempi in cui la memoria è un gigantesco archivio di selfie.