Donne e figli uccisi: la morte della Morte

Più di cento donne ammazzate in un anno, spesso dopo lungo stalking. Uomini inseguiti e massacrati per uno sberleffo, un insulto, una prepotenza alla guida o per uno stupido furto. Gli assassinii d’impeto o covati fanno vittime quanto e più del crimine organizzato.

Dietro a tutto ciò – salva la fantasia di un parroco che riesce a immaginare provocanti le vittime stremate da una persecuzione – c’è un senso della morte sfumato dalla sacralità alla banalità, dalla scelta estrema al facile colpo di spugna che spazza via disegni e scritte su una lavagna che non si è capaci di sopportare.

Sono fondamentali le considerazioni sul massacro di donne – talora amate

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Desirée, la danza degli avvoltoi

Povera Desirée. La sua morte grida il dissolversi dell’umana pietà.

Intorno al cadavere danza compiaciuto chi ne trae concime per l’odio o chi dell’odio è ormai lo spettro vagante: cade a proposito una sventurata che va a farsi ammazzare da “belve guarda caso straniere”. Non c’è spazio per piangere con semplicità la fine di una sedicenne senza appigli per la vita. E chi prova ripugnanza per il pasto selvaggio è costretto a trascurare la sofferenza per arginare – con cifre, esempi, altre tragedie – la ferocia degli sciacalli seduti intorno al corpo come a una tavola imbandita.

Desirée è stata inghiottita da uno spicchio d’una

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