Il violino che risvegliò la Storia

In una scatola di cartone c’è un piccolo violino. Uno di quei casuali rimasugli di cantina, o di soffitta. Ma, anziché su una bancarella, finisce nelle mani di una ricercatrice, una storica, lì per lì  più perplessa e infastidita che attratta. Eppure quello strumento – che per dimensioni si direbbe appartenuto a un bambino – infiamma emozioni, perché rivendica la storia propria e di chi l’ha fatto vibrare

Guido suonava il violino è un temporale di teatro d’eccezione, punto d’approdo di una ricerca storica divenuta romanzo, Il violino di Nicoletta Fasano, narrazione dell’impasto fra studio, storia e sentimento (edito

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Genova, infinite battaglie al calar della sera

Nei vicoli “dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi” battaglie antiche – quelle per  la dignità e la sopravvivenza – s’intrecciano con le nuove, quelle per il denaro e il potere. Il porto di Genova e la città vecchia sono moli,  muri, voci, passi, misteri, vita e morte accordati come da un’orchestrina in Il blues della Maddalena (Golem edizioni), sorprendente e affascinante romanzo di Francesco Cozzolino, scrittore genovese di nascita e torinese d’adozione, e Marco Grasso, giornalista del Secolo XIX e saggista (dalla criminalità organizzata alla silenziosa strage dell’amianto).

In questo angolo di mare e caruggi, ai lati e alle

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