Italia su misura per cafoni

Da giorni frequento come visitatore di paziente un reparto d’ospedale e, fra tanta abnegazione e simpatia (in camice o a letto), vedo risaltare piccoli concentrati di volgarità, micro-arroganze convinte che  l’Italia sia confezionata e modificabile a loro misura.

Come in tutte le strutture sanitarie, le visite degli esterni ai malati sono regolate da orari, in questo caso con ingresso alle 7 del mattino, alle 12, alle 18. Può accadere, a chi è previdente, d’arrivare in anticipo: a volte la porta è già stata aperta, altre volte si tratta d’aspettare qualche minuto. Quasi ogni giorno persone nervose alle 11,55, tempestano quella porta di manate e colpacci

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Voglia di non essere ancora morto

“Voglia di non essere ancora morto” è un verso del poeta Giancarlo Majorino Lo evoca alla memoria – per rivalsa, per sfida, per istintivo abbraccio – la frase che chiude il primo capitolo d’un libro, Il lottatore (Golem edizioni) di Guido Nasi: “La paura della morte: che stupido. Ora non vedo l’ora”.

Con queste parole Nasi stordisce i lettori e li fa risvegliare, com’è accaduto a lui, in un corpo quasi del tutto immobile, muto, ma con una mente lucida, ora prostrata ora ribelle. Scandendo i pensieri col battito d’una mano sul computer, ci racconta di se stesso e ci racconta di noi – impreparati, sfuggenti, pietosi, confusi &#8211

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