<Quante storie> si intitolava un libro di Enzo Biagi del 1989. E ogni storia apriva pensieri. Questo sito non vuol essere palestra di certezze e nemmeno piazza dove ognuno grida per conto suo. Si propone soltanto d’offrire occasioni per riflettere – abitudine che va dissolvendosi – su quel che ci capita intorno e addosso, su ciò che offre la vita che attraversiamo, dal mercato librario (dando spazio anche e soprattutto a quel che non entra nei grandi circuiti) ai mass media, dalla società nei diversi suoi volti alla politica. Con un orecchio a ciò che prima di noi ha detto gente spesso più saggia di noi.

Presepe, la polemica più idiota

Presepe sì presepe no. E’ già cominciata la più vuota, inutile, assurda delle polemiche: ideologica e per nulla religiosa. Insegnanti che non vogliono turbare i piccoli musulmani, scuole che difendono la tradizione più che la fede, amministratori che selezionano i pastori secondo il colore della pelle.

Una polemica stupida e ignorante. Di quattro evangelisti due dedicano spazio alla nascita di Gesù. Matteo racconta che “Maria si trovò incinta per virtù dello spirito Santo”, narra di Giuseppe perplesso e dell’Angelo che scende a parlargli, poi fa venire i Magi a rendere omaggio. Luca, dopo l’Annunciazione, la nascita di Giovanni Battista e il Censimento

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Donne e figli uccisi: la morte della Morte

Più di cento donne ammazzate in un anno, spesso dopo lungo stalking. Uomini inseguiti e massacrati per uno sberleffo, un insulto, una prepotenza alla guida o per uno stupido furto. Gli assassinii d’impeto o covati fanno vittime quanto e più del crimine organizzato.

Dietro a tutto ciò – salva la fantasia di un parroco che riesce a immaginare provocanti le vittime stremate da una persecuzione – c’è un senso della morte sfumato dalla sacralità alla banalità, dalla scelta estrema al facile colpo di spugna che spazza via disegni e scritte su una lavagna che non si è capaci di sopportare.

Sono fondamentali le considerazioni sul massacro di donne – talora amate

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