<Quante storie> si intitolava un libro di Enzo Biagi del 1989. E ogni storia apriva pensieri. Questo sito non vuol essere palestra di certezze e nemmeno piazza dove ognuno grida per conto suo. Si propone soltanto d’offrire occasioni per riflettere – abitudine che va dissolvendosi – su quel che ci capita intorno e addosso, su ciò che offre la vita che attraversiamo, dal mercato librario (dando spazio anche e soprattutto a quel che non entra nei grandi circuiti) ai mass media, dalla società nei diversi suoi volti alla politica. Con un orecchio a ciò che prima di noi ha detto gente spesso più saggia di noi.

Covid 2. E’ scomparso il mondo

Covid sulla propria pelle. Seconda puntata del diario che a “Storie e pensieri” ha gentilmente concesso Giacomo Romagnolo, 19 anni fra due mesi, di Alessandria, studente di Giurisprudenza alla Cattolica di MIlano.

Quinto giorno. Siamo abituati ad avere relazioni sociali.. Da detenuto per malattia scopri che non sono così ovvie. La telefonata della nonna non è la “solita” voce affettuosa: è vitalità, è il via alla giornata,  bene augurante perché l’atroce mal di gola si è stemperato in implacabile fastidio. L’hanno curato anche grida di ieri davanti alla partita sullo schermo? Studio Diritto Privato, leggo, rispondo a messaggi

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Covid. Svegliarsi prigioniero

Covid. Dopo un anno e mezzo si progettano vacanze. I giovani soprattutto sono affamati di libertà. Ma che cosa è stata e cosa ancora è, proprio per i giovani, la pandemia?
Per entrare nei chiaroscuri di un così complesso condizionamento della vita ho chiesto a un amico il sintetico diario che ha tenuto nei giorni di malattia (mesi fa): sintomi, “carcerazione” in casa, reazioni degli amici, sfida, attese, relazioni soltanto via internet, ritorno alla mezza normalità, riflessioni a posteriori. L’autore, che ringrazio doppiamente, è Giacomo Romagnolo, 19 anni ad agosto, alessandrino, studente di Giurisprudenza alla Cattolica di Milano.

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