<Quante storie> si intitolava un libro di Enzo Biagi del 1989. E ogni storia apriva pensieri. Questo sito non vuol essere palestra di certezze e nemmeno piazza dove ognuno grida per conto suo. Si propone soltanto d’offrire occasioni per riflettere – abitudine che va dissolvendosi – su quel che ci capita intorno e addosso, su ciò che offre la vita che attraversiamo, dal mercato librario (dando spazio anche e soprattutto a quel che non entra nei grandi circuiti) ai mass media, dalla società nei diversi suoi volti alla politica. Con un orecchio a ciò che prima di noi ha detto gente spesso più saggia di noi.

Prigioni dalle pareti evaporate

Prigioni appaiono spesso le malattie a chi le soffre, a chi le assiste, a chi le osserva. A maggior ragione contorni di prigioni assumono quando colpiscono il sistema neurologico e bloccano, minano, rallentano la libertà del corpo. Allora può essere l’altra libertà, quella del pensiero, della fantasia, dello sguardo a dissolvere le pareti e restituire il vento al malato e il malato al vento.

Prigione tanti hanno sentito, anche in ottima salute, durante il lockdown da Covid-19, e tanti ne temono un ritorno. Calzante – e rassicurante –  per le nostre ansie, con il titolo A che ora passa il treno per la guarigione, arriva questo <diario di una quarantena>

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Un giglio sulla Luna tra le spie

Sulla Luna l’Ariosto nel 1516 mandò Astolfo a recuperare il senno di Orlando. Giulio Verne nel 1870 ci spedì tre uomini chiusi in un missile e nel 1969 tre uomini ci arrivarono davvero. Ora, di fronte a chi già immagina e progetta un turismo lunare, una gentile signora la affolla di spie al lavoro per prendersi il satellite.

E’ ambientato nel 2027 e radicato in millenni di Storia Lilith e la luna in giallo (Belforte & C.) di Stella Bolaffi Benuzzi, psicoanalista, già giudice onorario del Tribunale per i Minorenni, elegante e ironica narratrice che nei suoi libri ha raccontato la borghesia piemontese e una storia di famiglia (“ebbene sì, quella dei francobolli”

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