Cancro, l’ospite che non bussa

Quando mi trovai con un cancro addosso, mi accadde – pur tra sofferenza e  paura – anche di sorridere: non grazie agli incoraggiamenti, ma proprio di essi. Tanti mi citavano casi finiti in guarigione e io pensavo che se il cancro non è contagioso nemmeno la guarigione lo è. Quei racconti non erano consolatori: il futuro appare al malato nelle caselle delle statistiche, perciò tutti quei fortunati si erano già fregati percentuali di buona sorte.

Fu anche questa annotazione a farmi raccogliere gli appunti scritti durante i tribolati mesi. Tornavo salvo da un carcinoma del cavo orale che correva per i linfonodi lungo il collo. Paura e dolore, ironia e dialogo con la morte

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Battisti, pena accessoria uno spot

Cesare Battisti è stato catturato, riportato in Italia e chiuso in carcere in quanto uomo condannato per aver preso parte a quattro feroci omicidi. Farne il testimonial di uno spot politico è immorale verso le forze dell’ordine che hanno lavorato con impegno, verso le vittime e i loro familiari, verso tutti i detenuti d’Italia e anche verso di lui che, pur infinitamente atroci quelle morti, pur insopportabile il suo sorriso-ghigno, è una persona posta dallo Stato sotto la sua custodia.

Questa storia dolorosa, tragica, inquietante è stata piegata a una rappresentazione della vanagloria di governo e travolta da una bufera di parole, comportamenti, esibizioni oltre la soglia

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