Casamonica, l’oro color del fango

Casamonica è un cognome e un cognome non è un delitto. Ma questo cognome, inteso come gruppo di famiglia, irrompe nella cronaca con una aggressiva disinvoltura che lascia attoniti.

Prima è stata la spettacolarità di un funerale, carrozza, elicottero, petali di rosa, per colonna sonora il padrino,  gigantografia di un “re di roma” (qui volutamente minuscolo). Ora è una dimostrazione di potenza – botte alla cliente o dipendente, botte al titolare, sotto le telecamere di sorveglianza – molto simile alla testata che a Roberto Spada è costata l’aggravante del “metodo mafioso”.

Ma gli Spada, i Casamonica e altri che di giorno in giorno invadono

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Il magico vaporetto Venezia-Torino

Su un vaporetto nei canali veneziani un antico signore dall’aspetto d’un pappagallo con un cenno chiama accanto a sé un giovane amico e con lui libera memoria, rimpianto, riflessione. E’ Aldo Palazzeschi, che confida lampi della sua vita di letterato e di uomo.

Fra ponti e calli, trattorie e gondole, fra viali e portici, redazione e tipografia, fra tavoli d’altre osterie torinesi passano quasi timidi o esuberanti grandi nomi della Cultura, celebri firme o “cucinieri” appartati del giornalismo italiano, ciascuno con un segreto, una speranza, un regalo d’affetto, e si sfiorano o s’incrociano in una quieta cittadella dove le vie e le piazze

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