Giustizia di tutti e giustizia del singolo

“Non ho più fiducia nella Giustizia”. Abbiamo tutti provato spontanea comprensione per lo strazio di una madre che ha visto condannare a “soli” quattordici anni chi ha sparato a suo figlio (poi morto) e a tre chi ha ritardato i soccorsi. E’ giusto condividerne il dolore, ma prima di cavalcarne la sfiducia è prudente riflettere sulle leggi italiane, sul processo e i suoi percorsi, su noi stessi.

Uscendo dal caso specifico, magistratura, difesa, parte civile si muovono dentro regole scritte – spesso male – dal Parlamento, si confrontano nell’ipotesi di colpevolezza e innocenza, sulla misura della responsabilità e quindi su pene che prevedono

continua a leggere

Per governare: complici o agnelli sacrificali

Governare sì, ma non con alleati: con complici o agnelli sacrificali. Sono così diversi e così uguali i “vincitori” delle elezioni. Sotto la spocchia scorre il fiume della viltà.

Immaginiamo il presidente Mattarella che dice: “Ho trovato io una larga maggioranza disposta a condividere tutto se mantieni ciò che hai promesso”. Allora tornerebbero utili gli insulti della campagna elettorale: con lui non posso.

Esiste di peggio – ma non molto – di un uomo politico che ha paura di se stesso, delle fesserie impraticabili che ha annunciato, di un lavoro – governare – per il quale occorrono doti che non soltanto non si hanno, ma che non si vogliono

continua a leggere