Fabrizio De André meritava l’impegno che ci ha messo chi ha lavorato a questo film, impegno che si avverte superiore alla sola serietà professionale. Fabrizio però non meritava che l’intensità umana e poetica della sua vita e del suo sentire fossero frantumati, come è accaduto in televisione, tra pesanti coriandoli di pubblicità e un taglio brusco, non armonico come in Volta la carta, che ha spazzato via i titoli di coda per far irrompere Bruno Vespa e i suoi ospiti. Non si può guardare un uomo sequestrato che scrive al padre, su imposizione, una lettera che non è sua e ascoltare dopo lo spot la canzone che dice “una lettera vera di notte falsa
I crisantemi rossi di Amleto
Ad Amleto che domanda oggi rispondono voci dolci o nemiche, incerte o disperate, impietose o fluttuanti. Rendono vano ogni lamento: “Più mi compatisco più mi paro meschino!”. E frantumano non soltanto la propria ma anche l’altrui pietà: “A voi tutti, a voi compassionevoli: / Imbecilli!”.
Sfida l’essere e l’apparenza dell’essere Matteo Bona, 21 anni, astigiano, studente universitario, autore di una prima silloge nel 2015 (pluripremiata). Lo fa con Il senso del nulla (editrice Montedit): poesie e racconti indagano lo scontro tra l’orgogliosa rivendicazione dell’Io e lo smarrimento in un ineluttabile vuoto. Bona canta
