Uccido, umilio e filmo: forse esisto

Uccido o umilio, offendo o sfrutto. E a volte filmo quel che faccio, o ne offro ad altri un beneficio. Trascinato da cinismo e ignoranza? Soprattutto dal  vuoto.

Cinque storie pescate in 24 ore nella cronaca, senza legame fra loro.

1) Un uomo cammina appoggiandosi a un bastone. Mentre uno filma, altri gli portano via il sostegno. Prima ancora di pensare a famiglie e scuole, pensiamo al gesto: può cadere, battere la testa, morire; se ciò non accade, rimane solo, umiliato, disperato, in strada. Su questo episodio si può imbastire un dibattito, si può scrivere un saggio di sociologia. Ma quel che è lampante è la totale assenza di un prima e un dopo: quei ragazzi non hanno pensato ad

continua a leggere

De André: il mito serve quando cade

Chiedo perdono se racconto in prima persona per aggiungere ancora due pensieri su Fabrizio De André, del quale è oggi il compleanno. E’ per l’antefatto di due sue frasi che raccontano come viveva la fama e l’esser diventato un mito.

Nel 1982 mi arrivò una telefonata dalla Ricordi. Il dottor Diego Andò disse: “Stiamo preparando una serie di dischi da distribuire in edicola, si chiamerà Profili musicali, antologie di grandi nomi accompagnate da un fascicolo con testi, accordi, foto e con pagine introduttive che raccontano, interpretano, insomma accompagnano il pubblico all’artista. Fabrizio De André ci ha fatto il suo nome. Le va di scriverlo?”

continua a leggere