Spargono dolore le vittime del treno deragliato fra Cremona e Milano. Spargono dolore e parole. Fra le immagini e le cronache, fra le sincere condoglianze, facevano capolino frasi politiche: “è nostro dovere vigilare”, “la priorità della sicurezza”. Sarebbe bello (e impossibile) poter dire che tutto era a posto ed è stata fatalità, ma non si può e allora si promette il proprio impegno su qualcosa che già non doveva essere.
Allo stesso modo, quando una tragedia di diversa natura (aggressione, violenza, rapina, omicidio) colora giornali e siti, parte la cavalcata politica della prevenzione prima di tutto, poi della repressione e Giustizia come se le forze dell’ordine

“Quando sarò prossimo alla morte, fai un’iniezione al mio cane, perché non rimanga a soffrire sulla mia tomba”. Nelle disposizioni lasciate dall’ottantaduenne Alain Delon al veterinario bruciano pietà ed egoismo, solitudine e paura.