Il potere logora chi se ne vanta

Chi ha governato, poco o tanto, in vista di elezioni elenca fiero quanto ha in programma per il benessere di tutti (soprattutto via le tasse e spari liberi) o quanto di buono ritiene d’aver compiuto nei giorni e negli ambiti (nazionali o locali) del suo potere. Quel che ha mancato è ovviamente colpa degli altri, del prima, della magistratura.

Prendiamo come esempi due Mattei: Salvini e Renzi. La Lega ha avuto ministri della Giustizia (Castelli) e dell’Interno (Maroni) e ha per cavalli di battaglia la mai risolta sicurezza e la necessità di una legittima difesa fatta di rivoltellate e fucilate più libere e andanti. Suggeriamo una breve lettura: “Si parla quietamente

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L’indovino predisse l’Italia del 2018

Un indovino quarant’anni fa scrisse un ritratto dell’Italia che fra due mesi andrà alle urne. Sembra aver letto i giornali a cavallo del Capodanno e sulla loro base commentare Giustizia e Sicurezza, Disoccupazione e Ambiente, Tasse e Pensioni, Leggi non fatte e Furbetti.

E’ gioco facile quello d’un nuovo Nostradamus, ma serve per sorridere su una cupa verità: tutto immutato, e quel che è mutato è quasi sempre mutato in peggio. I brani che seguono sono tratti da un libro (Incontro a Torino, L’Arciere editore) che raccoglie gli editoriali letti alla Rai nel 1978-1979 da Franco Piccinelli. Nato a Neive nel 1923 e morto ad Alba nel 2014, Piccinelli

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