Auguri semplici: gocce di serenità

Non mielose parole e nemmeno smisurati auguri. Questa notte cambiamo calendario alla parete o agenda sul tavolo come a fine ottobre abbiamo cambiato ora. Ma lo facciamo affidando allo scatto della mezzanotte un simbolo, una spugna sui dolori, una luce sulle speranze.

E’ confortante e giusto, ed è realistico se questo transito è consapevole che un cambio d’anno non porta miracoli, che l’ “avviso” del tempo che scorre è un invito ad aiutare le attese. Lasciamo agli oroscopi grandi amori, inaspettate ricchezze, successi o rivalse sul lavoro (spesso il difficile trovarne uno). Stasera è domenica, domani è lunedì, si aggiorna il numero dell’anno ma

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Natale, un sorriso ci salverà

Natale è ricorrenza religiosa, momento di fede, festa commerciale, baraonda di pranzi e auguri più o meno sentiti, una magìa per i bambini, una solitudine per i tristi, una palestra di polemiche, una nevicata di banalità nei tg.

Ci si arriva sempre più incupiti: la caccia all’acquisto dei doni è soffocata dalla paura degli attentati, accresciuta dai proclami di “migliaia di uomini in borghese e in divisa allertati”, l’allegria degli addobbi si fa disprezzo, scontro politico o sarcasmo con il povero Spelacchio, il piacere di starsene in casa con poche persone vere è martellato dalle notizie televisive secondo le quali tutti gli altri se ne vanno da qualche

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