Non mielose parole e nemmeno smisurati auguri. Questa notte cambiamo calendario alla parete o agenda sul tavolo come a fine ottobre abbiamo cambiato ora. Ma lo facciamo affidando allo scatto della mezzanotte un simbolo, una spugna sui dolori, una luce sulle speranze.
E’ confortante e giusto, ed è realistico se questo transito è consapevole che un cambio d’anno non porta miracoli, che l’ “avviso” del tempo che scorre è un invito ad aiutare le attese. Lasciamo agli oroscopi grandi amori, inaspettate ricchezze, successi o rivalse sul lavoro (spesso il difficile trovarne uno). Stasera è domenica, domani è lunedì, si aggiorna il numero dell’anno ma

Natale è ricorrenza religiosa, momento di fede, festa commerciale, baraonda di pranzi e auguri più o meno sentiti, una magìa per i bambini, una solitudine per i tristi, una palestra di polemiche, una nevicata di banalità nei tg.