Nei vicoli “dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi” battaglie antiche – quelle per la dignità e la sopravvivenza – s’intrecciano con le nuove, quelle per il denaro e il potere. Il porto di Genova e la città vecchia sono moli, muri, voci, passi, misteri, vita e morte accordati come da un’orchestrina in Il blues della Maddalena (Golem edizioni), sorprendente e affascinante romanzo di Francesco Cozzolino, scrittore genovese di nascita e torinese d’adozione, e Marco Grasso, giornalista del Secolo XIX e saggista (dalla criminalità organizzata alla silenziosa strage dell’amianto).
In questo angolo di mare e caruggi, ai lati e alle

Fausto Coppi non fu soltanto il campione, il simbolo dello sport e della rivalità pulita. Con una vita intensa, gloriosa e tormentata, fu emblema di tenacia: quella del giovane dilettante che diviene orgoglio nazionale, che talora scivola e si rialza, che all’inevitabile esposizione pubblica oppone la riservatezza sul privato, almeno fino a che non irrompe la cronaca.
Il ritratto dell’uomo, del suo intimo, il torcersi delle emozioni e dei rapporti con compagni e avversari, raccontano una percorso più tortuoso di quello del Giro d’Italia, più sofferto di un testa a testa sotto il traguardo. Ci offre questo viaggio Gabriele Moroni, grande firma del Giorno,