Bulli dietro il suicidio d’una ragazza, bulli che schiaffeggiano un professore, bulli (è l’ultimo caso) che ad Alessandria legano un’insegnante e la prendono a calci. La reazione? colpa delle famiglie, ai miei tempi li inquadravano a schiaffoni, genitori assenti. Trovare di fretta una “categoria” di colpevoli sembra alleviare un po’ la paura, ma non soltanto non risolve il problema: nemmeno lo spiega.
Siamo sicuri che quei bulli non ricevano più legnate dei ragazzi modello? A fine febbraio abbiamo discusso – al Museo di Arti e Mestieri d’un Tempo di Cisterna d’Asti – del lavoro di genitori con Chiara Saraceno, per anni docente

Pochi giorni fa, alla presentazione del raffinato trimestrale Astigiani, c’era Nina Manfieri, compagna di giochi di Fabrizio De André quando lui e la sua famiglia erano sfollati a Revignano d’Asti e quando, dopo la guerra, tornavano per le vacanze estive. Davanti al pubblico ha anticipato alcuni dei ricordi che ha affidato a un articolo della rivista sulle radici di Fabrizio. E l’eleganza delle sue parole è stata una ventata, un volo, di bella memoria, quella la cui profondità e insieme lievità si va perdendo nei tempi in cui la memoria è un gigantesco archivio di selfie.