Sanremo, siate lievi con Tenco

Il festival di Sanremo deve quest’anno rivelare se stesso nel confronto con un anniversario ghiotto e avvelenato per il cinismo dello spettacolo: il suicidio di Luigi Tenco. Nato per le canzoni, Sanremo è divenuto via via un appuntamento tv che deve sorprendere e far parlare di sé, ma anche specchio della società e suo tiro al bersaglio, facile e spesso sprezzante. Come si comporterà con una tragedia umana – individuale e condivisa -che si porta dentro da cinquant’anni, da quando Tenco si uccise nella camera d’albergo? Il silenzio è impossibile, ogni parola di troppo è la sconfitta di chi la pronuncia.

In Ciao Amore Ciao Tenco cantava “il

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Pubblicità, lo spot fa autogol

Lo spot è una sorpresa, un buffetto, uno schiaffo, un bacio. Rapido: ecco chi siamo, compraci. Ma purtroppo per lui punta anche sulla ripetitività e proprio questa deposita, zapping su zapping, un messaggio non voluto. Ecco qualche esempio di messaggio 1 e messaggio 2.

Il “socio Conad” è proteso al nostro benessere. Lui e consorte vivono il mondo esterno in funzione di prodotti e risparmio, a letto non condividono il piacere della carne ma quello dei prezzi  bassi della carne. Uscendo di casa il “socio” vuole un secondo bacio non per amore ma perché ha appena parlato al telefono di offerte speciali. Parrebbe un caso di folie à deux, disturbo psicotico

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