Preghiera da una zattera di pietra

Questa preghiera è per tutti voi che urlando “prima gli italiani” vi agitate su una zattera che vi pare solida, perché di rocce, boschi, case, banche, ronde, spot, vacanze. E invece scivola in un buio profondo

Per voi che all’angolo della via comprate una bustina di svelta dal gigantesco senegalese e vi guardate alle spalle pensando “non venite a rompere adesso, sbirri del cazzo”. E domani direte in ufficio, agli amici, ai figli: con tutti quegli spacciatori hai paura ad uscire di casa.

Per voi che lungo il fiume affittate una nera o un’albanese e poco più in là aprite i pantaloni, le abbassate la testa e mentre la testa ondeggia le carezzate la

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Il gatto randagio che ammansì i cani

Era un gatto randagio, solitario e fiero della libertà. All’ora di pranzo veniva davanti a casa nostra e guardava il circo dei quattro cani che balzavano contro il cancello latrando. Rispondeva con un miagolio dignitoso, che pareva voler dire: “Vi pare il caso?”. Per due anni ci ha fatto visita ogni giorno, come un signore alla trattoria di fiducia. Non verrà più.

La prima volta che sentimmo i cani fare i pazzi senza che apparissero persone, vedemmo lui sulla stradina, immobile come in uno scatto fotografico in posa. Uscimmo e posammo un piattino con qualche crocchetta, una ciotola con acqua. Non si avvicinò. Quando fummo rientrati nel giardino, andò ad assaggiare

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